Bussole e persone
Mangrovia #88
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In questo numero i SEMI viaggiano verso New York, il GERMOGLIO attecchisce grazie ai fossili, le LINFE scorrono verso Amsterdam. Se fin qui è andato tutto bene, otterrai delle bellissime CHIOME con la nostra proposta di approfondimento: il Culture Compass
Se vuoi, leggila con questo sottofondo musicale su Spotify: brani che ci colpiscono, ci entusiasmano e ci commuovono.
STORIE E BIOGRAFIE CHE VIAGGIANO, SI DIFFONDONO E CI ISPIRANO
Tra i semi di questa settimana, le voci che compongono l’articolo di oggi:
🍃 Federica Fragapane, information designer indipendente che negli anni ha realizzato progetti di data visualization per le Nazioni Unite, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, Triennale Milano e La Lettura del Corriere della Sera. Nel 2023 tre sue opere di data visualization sono entrate a far parte della collezione permanente del Museum of Modern Art di New York;
🍃Visualizing Palestine, un’organizzazione indipendente senza scopo di lucro che utilizza dati e ricerca per promuovere un cambiamento narrativo.
PAROLE CHE ATTECCHISCONO CREANDO IMMAGINARI FUTURI
persona: individuo della specie umana, senza distinzione di sesso, età, condizione sociale e sim., considerato sia come elemento a sé stante, sia come facente parte di un gruppo o di una collettività
Pare che il termine persona nasca come maschera teatrale (prósōpon) nella Grecia antica, indicando ciò che amplificava la voce e rendeva riconoscibile un ruolo. Con l’età ellenistica e, più chiaramente, con il pensiero romano e cristiano, la persona è diventata poi qualcosa di più: un soggetto morale e giuridico, dotato di dignità e responsabilità. Nei filosofi come Agostino e Tommaso d’Aquino, poi, troviamo proprio l’idea di un individuo irripetibile, portatore di un’interiorità radicata in un principio trascendente. Nelle tradizioni orientali la centralità dell’individuo è, invece, stata invece meno marcata: in molte scuole buddhiste non esiste una “persona” come entità stabile, ma una costellazione di processi, un non-sé (anattā) in continua trasformazione, dove la persona è un flusso o una non-identità fissa. O ancora, nel confucianesimo, il soggetto emerge dalle relazioni che intesse: essere figlio/a, amico/a, cittadino/a. E ciò che ci definisce non è un’essenza interiore, ma una rete di gesti, pratiche e reciprocità, ossia essere un nodo in un sistema di rapporti. È proprio da qui che ci interessa partire oggi: se la persona è un intreccio di ruoli, relazioni e rappresentazioni, allora ogni modo di visualizzarla o raccontarla non sarà mai neutrale. Perché? Perché alcune relazioni verranno esaltate e altre rimarranno ai margini. E le “forme” che sceglieremo, siano esse concetti, categorie, modelli o grafici, parteciperanno attivamente alla definizione di ciò che è visibile e di ciò che rimane ai margini.
Alcuni designer contemporanei, come Giorgia Lupi o Stefanie Posavec, stanno cercando oggi di riavvicinare i dati delle persone ai loro corpi viventi e alle loro storie, cercando di mettere a valore tutte le relazioni di cui sono portatori. Abbandonano talvolta i canonici diagrammi o istogrammi per ricordare che ciò di cui parliamo non è una nuvola di punti, ma un territorio abitato. Questa scelta formale non riguarda la sola estetica: è una posizione politica. E così la parola persona, dopo aver attraversato millenni di filosofia, si ritrova di nuovo al centro perché ciò che chiediamo alla visualizzazione, alla comunicazione e alle tecnologie non è di astrarre, ma di riconoscere le persone.
Di questo parliamo nella storia Mangrovia di questa settimana:
🍃 Le persone dietro ai dati. L’approccio di Federica Fragapane. I dati non sono mai neutrali: il modo in cui li scegliamo, ordiniamo e mostriamo racconta sempre qualcosa di noi. Il lavoro di Federica Fragapane e di Visualizing Palestine rivela come la visualizzazione possa diventare un gesto politico, capace di dare forma a storie vive e situate.
SEGNALAZIONI DI EVENTI E OPPORTUNITÀ CHE SCORRONO NEL TEMPO, NUTRENDOLO
Baltan Laboratories, laboratorio e istituzione di sviluppo all’incrocio tra arte, scienza, design e tecnologia, cerca due nuovi membri del consiglio di amministrazione per rafforzare la propria governance in una fase di crescita e riposizionamento nell’ecosistema tecnologico di Eindhoven. I profili ricercati sono due:
- Tesoriere con profilo aziendale/legale/finanziario che abbia esperienza in ambito commerciale, marketing, finanziario e/o legale e un interesse a contribuire allo sviluppo strategico e organizzativo di Baltan.
- Esperto/a di cultura digitale, media art e arte e tecnologia, con una solida conoscenza del settore culturale e delle intersezioni tra arte, tecnologia e società. È particolarmente apprezzata l’esperienza in progetti multidisciplinari e collaborazioni internazionali.
Il ruolo comporta la partecipazione alle riunioni del consiglio (quattro volte l’anno, in presenza al Natlab di Eindhoven, dopo l’orario di lavoro) e la disponibilità a fornire consulenze e idee strategiche (via e-mail o telefono). Il ruolo non è retribuito ma è previsto un rimborso delle spese di viaggio.
Puoi candidarti entro il 21 dicembre, inviando una lettera motivazionale e CV a Gerrit Bruggeman (presidente) a questo indirizzo: gerrit@rtb.nl; oppure a Lorenzo Gerbi (co-direttore) a questo indirizzo: lorenzo@baltanlaboratories.org
Trovi maggiori informazioni qui.
CONDIVISIONE DI RIGOGLIOSI SAPERI CHE ONDEGGIANO, VOLANO E RICADONO
Tra le chiome di questa settimana vi parliamo del Culture Compass for Europe, recentemente adottato dalla Commissione Europea e che nasce in un momento storico in cui la cultura è chiamata a confrontarsi con trasformazioni profonde: cambiamenti sociali e politici, nuove tecnologie, mutamenti nell’educazione e nella partecipazione pubblica, precarietà nel lavoro artistico e crescente bisogno di coesione e dialogo tra comunità diverse. L’Europa ha riconosciuto che questi cambiamenti non possono essere affrontati senza una visione condivisa e di lungo periodo, capace di mettere la cultura al centro delle proprie politiche. Da qui l’idea di una “bussola”, uno tra gli strumenti più importanti ora per chi lavora nel settore culturale perché non solo orienta, ma aiuta a riconoscere il valore politico, sociale ed economico della cultura. Non parla soltanto di musei, arti e patrimonio, ma di partecipazione, libertà artistica, inclusione, diversità, giustizia culturale, trasformazioni digitali e nuove competenze, individuando quattro direzioni fondamentali (tradotte in 20 azioni faro) per guidare la politica dell’UE:
valorizzare i diritti e i valori europei: l’Ue deve sostenere la libertà artistica, vista come la “prima linea di difesa” della democrazia contro estremismo e divisione. Ciò significa proteggere la libertà di espressione e di creazione senza paura o interferenze.
sostenere artisti e persone: dare potere agli artisti e ai professionisti culturali, affrontando le sfide che ostacolano il settore, come i mezzi di sussistenza precari e la mancanza di protezioni sociali. La Commissione insiste: “Gli applausi non pagano l’affitto”. Verrà proposta una Carta europea per gli Artisti, per definire impegni e principi per condizioni di lavoro eque.
aumentare la competitività e la resilienza: La cultura e il patrimonio sono motori di innovazione che rendono città e regioni più attrattive, stimolando la crescita e il turismo sostenibile.
promuovere i partenariati internazionali: l’Ue rafforzerà le sue relazioni culturali globali, usando la cultura come “catalizzatore per lo sviluppo sostenibile e un ponte tra le persone”.
Come associazione del terzo settore Sineglossa lavora nella cultura, nell’arte, nell’educazione e nell’innovazione sociale e si riconosce pienamente in questa visione. Il Compass parla, infatti, anche di noi: della necessità di sostenere chi produce cultura con passione e responsabilità. Il Compass prevede anche l’adozione di una AI strategy for the cultural and creative sectors.
Per saperne di più, ti consigliamo di leggere qui.
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Se questo numero ti è piaciuto, fallo leggere a chi vuoi bene.








